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Save The Augustus di Matteo Martinuzzi pubblicato su PO.LO Porti&Logistica, numero di marzo 2009
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da 13.000 t.s.l. per il Lloyd Triestino assegnate tutte al
cantiere San Marco di Trieste. |
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furono portati a termine per il sopraggiungere dell’Armistizio);
quindi i motori realizzati dalla FIAT non furono mai imbarcati sulle navi a loro
destinate e superato indenni il conflitto erano pronti per contribuire alla
ricostruzione della flotta passeggeri italiana. |
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città. Per i successivi vent’anni
le due navi portarono migliaia di emigranti nelle Americhe ma lo sviluppo
dell’aereo a reazione contribuì ad accelerare la fine del loro servizio come
trasporto passeggeri. |
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La nuova proprietà la utilizzò sporadicamente come yacht privato alternando
questa attività a lunghi periodi di disarmo, ma per fortuna con l’equipaggio a
bordo che la mantenne sempre in perfetta efficienza. Infine nel 1999 è stata
venduta alla società “Manila floating hotel & restaurant” e con il nuovo
nome di Philippines è stata trasformata in albergo galleggiante. Purtroppo
questa iniziativa ha avuto scarso successo a causa dell’instabilità politica
del paese che non ha permesso il decollo del turismo nelle Filippine. L’Augustus,
fallito questo tentativo di utilizzo statico, è rimasto in disarmo a Manila ed
oggi è in vendita per una cifra vicina ai 6 milioni di euro, un prezzo
decisamente irrisorio considerando tutte le opere d’arte presenti ancora a
bordo.
L’Italia vanta un grande
passato nel campo dei transatlantici con nomi che hanno fatto la storia della
navigazione passeggeri come il Rex, il Conte di Savoia, Michelangelo e
Raffaello, Andrea Doria e Cristoforo Colombo, il Leonardo da Vinci e tanti
altri. Di questo glorioso passato non è rimasto più nulla, solo il vecchio
Augustus testimonia ciò che è stata la capacità italiana di costruire splendide
navi transatlantiche e l’abilità di generazioni di marittimi capaci di portarle
in giro per tutto il mondo issando fieri a poppa la bandiera italiana. |
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Altre navi passeggeri sono
state salvate dalla demolizione, esempio più famoso è quello del glorioso Queen
Mary che si trova a Long Beach negli Stati Uniti dove è stato musealizzato e da
oltre quarant’anni assolve onorevolmente la sua funzione di albergo galleggiante.
Di recente anche la famosissima Queen Elizabeth 2 è stata acquistata da una
società di Dubai con lo scopo di farla diventare un hotel a cinque stelle
(anche se quest’iniziativa al momento sta subendo dei ritardi a causa della
crisi economica mondiale).
Sarebbe auspicabile un
tentativo serio di riportare l’Augustus in Italia per musealizzarla, un po’
come hanno fatto di recente gli olandesi con il loro Rotterdam. Purtroppo le
istituzioni italiane non hanno saputo preservare la memoria del grande passato
della marineria nazionale e questa è veramente l’ultima occasione. Per un città
portuale italiana potrebbe essere una grande attrattiva avere a disposizione un
vero transatlantico d’epoca e potrebbe avere delle ricadute economiche positive
sul territorio. Infatti l’utilizzo museale, come albergo o come casinò potrebbe
attirare un discreto numero di turisti se pubblicizzato a dovere. |
Foto - José Dias Herrera
Foto - Archivio L. J. Giraud |
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Ormai il tempo a
disposizione per un ultimo tentativo di salvarla dalla demolizione è poco; I
voraci cantieri di demolizione asiatici sono già pronti con le loro fiamme
ossidriche ad intaccare e smembrare per sempre il glorioso scafo dell’Augustus,
sempre più affamati di acciaio.
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Maritime: MS Giulio Cesare
&
Augustus
Un ringraziamento particolare
da Le Signore dei Mari.it per la collaborazione a Matteo Martinuzzi
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