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A 100 anni dalla tragedia - 2° Parte

Titanic: la prima classe

Il lusso che apre una nuova era dei transatlantici

Senza ombra di dubbio il Titanic apre una nova era per i transatlantici, ma non solo nella tecnologia, ma sopratutto nello sfarzo con i quali da ora in poi saranno decorati i saloni e le cabine di prima classe di tutte le compagnie. Nonostante che il Titanic era la seconda nave della sua classe, rispetto all'Olimpic le sale principali adibite ai passeggeri di prima classe erano state concepite per offrire quel lusso raffinato tanto ricercato dai ricchi dell'epoca anche quando si trovavano in viaggio. Le infrastrutture principali le troviamo al ponte A, dove incontriamo il famosissimo grande scalone di prima classe che collegava i ponti riservati alla prima classe, dal ponte aperto sino al ponte E, il salone principale, la sala lettura, la sala fumatori, due piccoli ristoranti, il ristorante a la carte, il café parigino, la grande sala da pranzo, la reception.

Iniziamo la nostra esplorazione con la famosa scalinata realizzata in stile Luigi XVI che collegava il ponte aperto al ponte E. La grande scalinata “A” era situata tra il primo e il secondo fumaiolo, ed era sormontata da una grande cupola in vetro e ferro battuto di 18 metri di altezza e 5 metri di larghezza che illuminava l'intero ampio ambiente sottostante. L'accesso dal ponte esterno dalle rispettive fiancate, immetteva in ampi pianerottoli ben illuminati anche dalle finestre che davano sul ponte stesso, dove si poteva sostare su delle comode sedie e divanetti. I pannelli in legno che rivestivano le pareti erano di quercia, mentre i pianerottoli di mezzo ponte erano ospitavano grandi quadri intarsiati, ad esempio quello tra il ponte aperto e ponte A, un grande orologio in mezzo a due donne alate realizzato dall'artista Charles Wilson, dal tema “l'onore e la gloria incontrano il tempo”. Il corrimano centrale che del pianerottolo portava al ponte A era decorato da una grande lampada bronzea raffigurante un cherubino. Sul retro della scala erano alloggiati i tre ascensori di prima classe, anch'essi decorati nello stesso stile. Sebbene la grande scala terminasse al ponte E, si poteva accedere sino al ponte F grazie ad una semplice scalinata che portava alla piscina interna e al bagno turco.

Tra il terzo e il quarto fumaiolo era situato il grande scalone “B”, che dal ponte aperto portava al ponte C. La scalinata tra il ponte aperto e il ponte A, era identica nei pannelli e nelle rifiniture a quella “A”, ma di dimensioni inferiori. Al posto del cherubino un grande candeliere di 21 lampade. Le pareti del resto della scalinata che collegavano i ponti A, B, e C, erano rivestite di pannelli di legno chiaro. Entrambe le scalinate erano di prima classe, mentre i passeggeri di seconda classe potevano accedere al ponte aperto da una scalinata posta a poppa.

Al ponte A prendeva posto fra il secondo e il terzo fumaiolo un grande salone di prima classe. L'ambiente finemente realizzato, ospitava come poltroncine e piccoli tavolini da gioco, ma anche comodi divani. Ideato per i passeggeri che desiderassero trascorrere le ore di navigazione leggendo o giocando a carte, bevendo il tè o ascoltando la musica di una piccola orchestra. La sala era decorata da grandi pannelli in quercia in stile Luigi XV, gli architetti per la realizzazione si sono ispirati dal palazzo di Versailles. Su un lato della sala era situato un piccolo camino in marmo, sulla quale poggiava una statuetta di Artemide, mentre al centro della sala un grande lampadario ovale illuminava l'ambiente la sera, mentre di giorno le ampie finestre in entrambi i lati, rendevano l'ambiente molto luminoso.

Su questo ponte troviamo anche la sala di scrittura e di lettura, un ambiente ideato per le signore, a loro disposizione ad ogni ora del giorno. La sala era arredata in stile georgiano, ed era disposta in due ambienti separati da un grande arco sostenuto da colonne con capitelli corinzi. L'ambiente era arredato da poltroncine, sedie, tavolini e piccoli divanetti.

Situata tra il terzo e il quarto fumaiolo, troviamo la sala fumatori per signori. Gli uomini potevano raggiungere la sala durante tutta la giornata, ma soprattutto dopo cena. Come la sala scrittura e lettura delle signore, era arredata in stile Georgiano, con grandi pannelli in mogano scuro e intarsi di madreperla. A decorare la sala vi erano anche grandi vetrate colorate illuminate artificialmente, mentre le finestre che davano sul ponte aperto erano decorate con scene di porti di tutto il mondo.

Sempre al ponte A, troviamo La Veranda Palm Court Cafè o Giardino d'inverno, due piccoli ristoranti identici divisi tra loro dalla scalinata di seconda classe, ai quali si poteva accedere dal ponte aperto o da una porta girevole che li collegava alla sala fumatori. Una delle particolarità di questi due ambienti sono le grandi finestre che davano l'impressione di stare all'aria aperta.

Ora scendiamo di un piano al ponte B. Questo ponte è quasi totalmente dedicato alle cabine, tranne nella parte di poppa dove troviamo due ristoranti, il ristorante “A la carte” e il “Café Parisian”.

Il ristorante "A la carte", era un ambiente esclusivo decorato in stile Georgiano di 18 metri per 14, dove i passeggeri potevano recarsi quando preferivano dalle 08,00 del mattino alle 23,00, ed ordinare qualsiasi tipo di pietanza ogni giorno diversa. Si, perché il menù di questo ristorante veniva rinnovato quotidianamente per soddisfare qualsiasi capriccio della propria clientela. Il dirigente di questo ristorante era l'Italiano Gaspare Pietro Antonio Luigi Gatti. Al ristorante si accedeva dalla sala reception situata nell'area adiacente alla grande scalinata “B”, ma anche dal “café Parisian”. Ogni dettaglio della sala era stato attentamente curato. Dalla moquette rosa, ai pannelli delle pareti in un delicato noce chiaro finemente lavorati e dorati, sino al soffitto in gesso finemente lavorato sorretto da colonne in bronzo. A disposizione della clientela, 49 piccoli tavoli che potevano accogliere dalle 2 alle 8 persone per un massimo di 137 coperti.

Al “Café Parisian” si poteva gustare lo stesso menù del ristorante “A la carte”, ma in un ambiente completamente diverso. Ideato per assomigliare a una tipica passeggiata parigina ed ispirato all'omonimo caffè parigino, era adornato da piante rampicanti e mobili in vimini.

Ora dobbiamo scendere di due piani per trovare la sala di reception di prima classe situata sul ponte D, era decorata in stile seicento inglese, con grandi pannelli laccati bianchi e finestre impreziosite da decorazioni in ferro battuto. A disposizione dei passeggeri poltrone, sedie, divani e tavolini in vimini con rivestimenti bordeaux. Posto ad un angolo della sala, vi era collocato un grande piano a coda dove sovente la sera prima di cenare i passeggeri potevano prendere un aperitivo e ascoltare la musica dell'orchestra.

Adiacente alla reception, la grande sala da pranzo di prima classe, dove i passeggeri si recavano per cena senza sopraprezzo. La sala era lunga 35 metri, l'intera larghezza della nave, e poteva ospitare circa 500 passeggeri. Arredata come la sala reception in stile Giacobiano, l'ambiente era illuminato grazie a moltissime plafoniere. Le sedie del salone erano rivestite in pelle di colore verde, mentre le pareti e il soffitto erano decorati con stucchi di colore bianco.

Terminiamo con le dotazioni di prima classe con le cabine, che erano le più eleganti e raffinate di qualsiasi altro transatlantico in servizio. Arredate in vari stili, Reggenza, Olandese moderno, Olandese Antico, Impero, Luigi XV, Luigi XVI, Regina Anna, Georgiano e Rinascimento Italiano. Per i passeggeri più benestanti erano a dispone le suites, 2 di tipo Presidential Suites e 2 Royal Suites. Le Royal Suites erano decorate in stile Luigi XVI e comprendevano un soggiorno comprendevano tre camere da letto, due singole e una matrimoniale, due bagni privati, due guardaroba e un ponte di passeggiata privata.

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